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Storia

Il mondo va sempre, muovendosi in cerchio e partendo da sé stesso a sé stesso ritorna (Macrobio, Saturnalia, I, 9, 11)

La Galleria Antiquaria Giano è stata fondata nel 1984 da Gianfranco Barbiera e dalla moglie Lia Vannucci, collezionisti appassionati che, spinti dall’amore per la loro città, Arezzo, e per la manifestazione che più di ogni altra le da lustro, la Fiera Antiquaria, hanno deciso di trasformare il loro comune interesse per l’antiquariato in una professione. Sotto la benevola protezione di Giano Bifronte, che presiede ogni passaggio, ogni fine ed inizio, per oltre venticinque anni nella loro Galleria, hanno valorizzato e riportato alla vita mobili, dipinti, gioielli e molti altri oggetti antichi: dal loro ingresso polveroso, all’attento restauro eseguito da uno dei tanti professionisti del settore che opera ad Arezzo, auspicando poi di trovare una nuova felice collocazione nella casa di un amatore.
Nella storia dell’arte si parla sempre di artisti, collezionisti e mecenati, ma se si desse più risalto anche all’opera dei mercanti si avrebbe una visione più completa, giusta ed umana: sono loro infatti, gli antiquari, che negli anni, esplorando i banchi delle fiere, le cantine e le soffitte, dove opere di inestimabile valore vengono spesso relegate per far posto al moderno oggetto di arredo, che impediscono a molte cose di andar distrutte, contribuendo alla salvaguardia e alla conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico.
Nella Galleria Antiquaria Giano troverete pertanto riportati al loro originale splendore soprattutto dipinti del barocco italiano, mobili non soltanto toscani, una collezione di gioielli della tradizione orafa aretina, sculture lignee, terracotte, e molto altro. Negli anni la Galleria è diventata meta obbligata di collezionisti, storici dell’arte, curatori di musei e restauratori attratti dal carisma e dal “fiuto” particolare di Gianfranco Barbiera nello scovare, nascosti spesso dietro ridipinture mediocri o pesanti ritocchi, dei quadri d’autore. Dopo la sua recente scomparsa, la moglie Lia con le figlie Giulia e Silvia, hanno deciso di proseguire l’attività per non perdere il patrimonio di conoscenza acquisito dal fondatore della società.

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